Cari i miei followers, ricordo ancora l’armadio della mia bisnonna francese, una signora piccola piccola con splendidi occhi verdi e movimenti aggraziati nonostante l’età. Quando andavo a trovarla nel suo splendido appartamento parigino mi divertivo a giocare a nascondino con i miei terribili cuginetti (tutti maschi). Il luogo preferito dove trovavo rifugio? Il guardaroba della Granmere Rosette. Ed è proprio lì che ho scoperto un capo che non può mai mancare in ogni armadio di qualsiasi parte del mondo: La Camicetta, o come diceva Rosette: Chemicier.
Non potete capire la mia grande sorpresa quando, crescendo, ho scoperto che è stato un italiano, il grande “Architetto della Moda” Gianfranco Ferré, a rendere questo capo “lessico contemporaneo di eleganza”.
Presenza costante che corre come un fil rouge lungo tutta la sua carriera, la camicia bianca è stata definita dallo stesso Gianfranco Ferré “segno del mio stile”. Ed è questo capo a rappresentare l’elemento della cultura progettuale e della creatività di Gianfranco Ferré, tanto che l’artefice indiscusso del Made in Italy concentra la sua intera energia artistica sulla camicia, riuscendo, non solo a trasformare, ma anche ad innovare il linguaggio e l’estetica della moda.

Gianfranco Ferré

Gianfranco Ferré

La camicia bianca, oltre ad elemento di continuità di tutto il lavoro del grande architetto della moda, è il capo a lui più congeniale, ed in quanto tale, in grado di ereditare le pieghe più nascoste e profonde del suo pensiero e della sua sensibilità. Numerose sono le occasioni in cui Ferré dichiara gli obiettivi che supportano il progetto della camicia bianca: punto di partenza per “rileggere i canoni dell’eleganza”, esercizio progettuale per scomporre e ricomporre le “mille identità” di cui il capo è capace.
Cari i miei followers, potete immaginare la mia felicità, quando, ho scoperto che, a Milano, dal 10 marzo al 1 aprile 2015 presso il Palazzo Reale Sala Delle Cariatidi si terrà la mostra: “La camicia Bianca Secondo Me. Gianfranco Ferré.”
Concepita con l’intento di mettere in luce la poetica sartoriale e creativa di Gianfranco Ferré, l’esposizione, conduce il visitatore, attraverso diverse forme di lettura, alla scoperta della camicia bianca, evidenziandone gli elementi progettuali più innovativi e le infinite, affascinanti interpretazioni.

Gianfranco Ferré

Gianfranco Ferré

Pensato per dar forza ai diversi linguaggi figurativi con cui l’universo-camicia è stato letto, scomposto e rimodellato, il percorso espositivo gioca con la suggestione e la valorizzazione di elementi differenti, a corollario dei capi indossati su manichino: disegni, dettagli tecnici, bozzetti, fotografie, immagini pubblicitarie e redazionali. Il suo fulcro è costituito da ventisette camicie – un esercito di capolavori sartoriali che esemplificano circa un ventennio del talento creativo di Ferré (collezioni di PàP dal 1982 al 2006).
Questo processo di elaborazione mostra sempre un intervento ragionato sulle forme. Mai uguale a se stessa, eppure inconfondibile nella sua identità, la blusa candida sa essere leggera e fluttuante, impeccabile e severa quando conserva il taglio maschile, sontuosa ed avvolgente come una nuvola, aderente e strizzata come un body. Può essere enfatizzata in alcune sue parti, il collo ed i polsi innanzitutto, oppure ridotta ed intenzionalmente privata di alcune sue parti: la schiena, le spalle, le maniche. Si gonfia e lievita con il movimento, quasi in assenza di gravità. Svetta come una corolla incorniciando il viso. Scolpisce il corpo per trasformarsi in una seconda pelle. E’ la versatile interprete delle più svariate valenze materiche: dell’organza impalpabile, del taffettà croccante, del raso lucente, della duchesse, del popeline, della georgette, dello chiffon…”
L’intento più autentico della mostra è raccontare una visione complessiva, una filosofia, un mondo in cui la camicia bianca si può forse considerare la punta di un iceberg dentro il quale sta il credo estetico di Gianfranco Ferré: affascinante, avvincente, ricchissimo.
Chiudo il mio articolo con una frase di Gianfranco Ferré: “Nel lessico contemporaneo dell’eleganza, mi piace pensare che la mia camicia bianca sia un termine di uso universale. Che però ognuno pronuncia come vuole…” E voi come interpretate la vostra camicia bianca?
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LaCamiciaBiancaSecondoGianfrancoFerré

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36 Comments on "LA CAMICIA BIANCA SECONDO ME…GIANFRANCO FERRE’"

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Prudence Yeo

These white blouses are so unique and gorgeous, thanks for sharing!

Prudence
http://www.prudencepetitestyle.com

Francesca Gori

thank u so much 🙂

officialmahryska

you cant go wrong with a white blouse 🙂

kisses from dubai ♥
http://www.mahryska.com

Francesca Gori

🙂

Наталия Годунова

I like the white blouse, looks magnificent http://mosaictrends.blogspot.com/

Francesca Gori

Thank U 🙂

valentina

tutto bellissimooo!!

Valentina

http://fashionneed09.blogspot.it

Francesca Gori

Grazie mille :))

Lux @ About Life and Love

So vogue! Lovely.

Francesca Gori

Thank you so much 🙂 my new post: http://www.francescagori.com/en_US/premiere-danse/

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